Accadde oggi: il 20 giugno 1990 un terremoto devasta l’Iran, 40.000 morti 

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Il 20 giugno 1990 l’Iran veniva colpito da un terremoto di magnitudo Richter 7,4 (USGS). L’epicentro nel nord del paese, a circa 350 km dalla capitale Teheran. L’intensità del sisma raggiunse il X grado nella scala MCS (distruttivo): i danni furono ingenti e le vittime furono oltre 40.000. Più di 60.000 i feriti, 400.000 gli sfollati, anche a causa di vaste frane attivatesi nell’area del Rasht-Qazvin-Zanjan. La distruzione fu quasi totale nella zona denominata Rudbar-Manjil. Vennero distrutte intere città, come Manjil, Lushan e Rudbar, in una delle aree più fertili del paese. Molte persone rimasero sotto le macerie proprio mentre guardavano in TV la diretta dei mondiali di calcio (che quell’anno si tenevano in Italia), con la partita Brasile-Scozia.

Ad essere colpito dal terremoto fu anche il vicino Azerbaijan, a quel tempo regione dell’URSS: molti edifici crollarono, secondo quanto riferirono le autorità sovietiche. La scossa venne avvertita con forza anche nella capitale Teheran, dove la gente si riversò in strada presa dal panico.

Il regista iraniano Abbas Kiarostami ha inserito il terremoto ed i suoi effetti nell’Iran settentrionale in molti film di sua produzione.

L’Iran è un paese altamente sismico: qui tutti i precedenti e gli ultimi terremoti disastrosi, fra cui quello del dicembre 2003 che causò decine di migliaia di vittime. Il motivo di questa alta sismicità è nella posizione “sfortunata” dell’Iran, in un’area geologicamente molto complessa dove si scontrano le placche Arabica ed Eurasiatica: il tutto complicato dalla presenza di microplacche e numerose zone di rottura.

Questa particolarità geologica dell’Iran è anche fonte di “ricchezza” visto che qui si concentrano importanti giacimenti di petrolio.

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