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Gesticolare mentre si parla è un ottima pratica da applicare durante il dialogo, è stato provato che attività motoria e cognitiva sono strettamente connessi
La pratica di gesticolare mentre si parla, non appartiene più alle popolazioni del Sud ma è stata assunta dalle società di comunicazione e marketing come elemento imprescindibile per l’ esposizione e la sedimentazione di un concetto. Infatti, corpo e mente sono strettamente connessi, si pensi alla fase di apprendimento, quando si insegna ai bambini di contare, lo si fa attraverso le dita in modo che loro possano ricordare meglio, ma non solo, se oltre che sentire una cosa, veniamo aiutati anche dal senso della vista, la mente a vedere il gesto sarà in grado di richiamare il concetto. Il legame tra memoria apprendimento e gestualità, è presente anche a livello patologico, come accade spesso per i disturbi neurologici che sono accompagnati da disfunzioni motorie. Durante le fasi di depressione, è stato rilevato un’alterazione della memoria insieme ad un rallentamento motorio. Gli affetti da Parkinson, invece soffrono spesso di disturbi depressivi e\o cognitivi. Terapeutica in questi casi può essere una strutturata attività fisica. Uno studio condotto sia su animali che su uomini, ha chiarito il rapporto che esiste tra memoria, attività cognitive e memoria : l’attività fisica favorisce il rilascio di tre neurotrasmettitori per la memoria,( la dopamina, la serotonina e la noradrenalina), contemporaneamente giungono al cervello cannabinoidi e fattori di crescita e di plasticità cerebrale (Igf-1) immessi nel sangue dalla contrazione muscolare. Il fattore nervoso di derivazione cerebrale (Bdnf) migliora la capacità di recuperare i ricordi.