In India si avvia la macchina del monsone estivo: ecco perchè il flusso umido causa piogge di carattere eccezionale

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Giugno è arrivato in India, e puntuale come un orologio svizzero nel sub-continente indiano è arrivato pure l’umido “monsone di SO”, con il suo carico di nubi cumuliformi basse, dalle basi molto scure, fortiere di piogge, rovesci e temporali. L’umido flusso legato al “monsone di SO”, rinvigorito dall’approfondimento della vasta depressione termica (valori sui 994 hpa al suolo) che si sta sviluppando fra le pianure del Gange e il Punjab, ha finalmente toccato terra sulle coste dell’India sud-occidentale e sul Golfo del Bengala, portando le prime piogge e i primi forti rovesci sugli stati del Kelara, Mysore. Come ogni anno, l’arrivo del “monsone di SO”, sugli stati dell’India smeridionale, è accompagnato da piogge, forti rovesci di pioggia, a prevalente carattere temporalesco e venti piuttosto sostenuti, sui 40-50 km/h, che tendono a spingerlo ulteriormente verso nord. Le piogge e i temporali che precedono l’avanzata del monsone estivo nei prossimi giorni dovrebbero iniziare a bagnare anche varie regioni del Maharashtra, Karnataka, Andhra Pradesh e dell’area costiera del Golfo del Bengala. Gli stati centrali e settentrionali invece dovranno aspettare, almeno fino alla fine del mese, per vedere le prime significative precipitazioni legate all’avanzata verso nord dell’umido flusso monsonico sud-occidentale. Solitamente entro il 15 luglio tutta l’India sarà coperta dagli effetti del monsone che persisteranno fino alla fine di settembre. Considerato che il 55% dei terreni agricoli indiani sono privi di irrigazione, il buon andamento delle piogge monsoniche sono un fattore determinante per la produzione agricola del secondo paese più popoloso della Terra, subito dopo la Cina.

caldo IndiaNei giorni scorsi precipitazioni abbondanti, con cumulate superiori ai 50-60 mm in meno di 24 ore, hanno interessato diverse aree dell’India meridionale e orientale, dove l’umido flusso marittimo da SO spinto dalla circolazione monsonica ha ammassato imponenti annuvolamenti cumuliformi, carichi di rovesci e temporali. Ma temporali, piuttosto intensi, e forti acquazzoni, hanno colpito anche molte altre città dell’India meridionale. Queste intense precipitazioni, frutto di un considerevole incremento dell’attività convettiva legato alla graduale fluttuazione verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” attivo sull’oceano Indiano, rappresentano solo l’antipasto della ventura stagione monsonica dell’estate 2017.

Il flusso umido marittimo da SO, proveniente dalle coste settentrionali della Somalia, dopo aver attraversato il mar Arabico, particolarmente caldo in questo periodo, si è notevolmente umidificato, raggiungendo le coste indiane occidentali con una tesa e umida ventilazione da O-SO e SO che ha impattato sul versante occidentale dei rilievi del Ghati, sollevandosi bruscamente verso l’alto e favorendo la formazione di estesi annuvolamenti da stau che hanno dato luogo a piogge, rovesci di pioggia e temporali, incrementati dal “forcing” orografico locale. Le piogge portate dall’umida ventilazione sud-occidentale colpiscono normalmente la costa sud-occidentale del paese il 1 giugno e si prolungano fino alla fine del mese di settembre, in qualche caso possono proseguire anche nei primi giorni di ottobre.

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Dal punto di vista meteo/climatico la macchina del “monsone di SO” si è prontamente collaudata negli ultimi giorni di maggio, mese d’avvio della circolazione monsonica. Difatti l’intenso riscaldamento stagionale del sub-continente indiano, che occorre in coincidenza dei passaggi “zenitali” del sole, ha “arroventato” le vaste distese pianeggianti fra l’India e il vicino confine con il Pakistan, provocando una considerevole diminuzione dei valori della pressione barometrica nelle aree interne dell’India settentrionale e nel vicino Pakistan centro-meridionale, generando la profonda depressione termica al suolo, minimo sotto i 994 hpa, che proprio in questo periodo dell’anno comincia a formarsi sopra le grandi pianure del Gange, nell’India settentrionale.

Il “gradiente termico” tra l’altopiano del Tibet e l’India risulta completamente invertito, con temperature sopra l’altopiano tibetano più alte rispetto alla parte meridionale dell’India e all’oceano Indiano, dove sopraggiungono le prime piogge intense che determinano l’abbassamento delle temperature, con l’ammorbidimento della calura. La conseguente formazione di un anticiclone nell’alta troposfera, sopra la regione tibetana, genera un’inversione delle correnti nell‘alta troposfera, che da Ovest e O-SO si dispongono dai quadranti orientali. Nello stesso tempo, con la formazione della depressione termica lungo le pianure del Gange, si origina un sostenuto flusso sud-occidentale che dalle coste della Somalia comincia a spirare con grande vigore verso il mar Arabico e le coste dell’India occidentale.

Questa particolare situazione barica accompagna lo spostamento, marcato, verso nord dell’ITCZ sull’oceano Indiano, che si spinge in direzione dell’India, apportando le abbondantissime precipitazioni che caratterizzano la stagione estiva. Le forti precipitazioni che avvengono sulle coste indiane occidentali, sono apportate dalle intense, spesso burrascose, correnti da SO e O-SO, definite con il termine di “getti somali“, data la loro origine attorno le coste del Corno d’Africa. Esse vengono richiamate dalla profonda depressione termica che si origina sull‘India settentrionale durante il periodo tardo primaverile (maggio, giugno). Queste correnti sud-occidentali sono molto umide a causa del loro passaggio obbligato sulle superfici sub-equatoriali dell‘oceano Indiano.

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Le piogge si intensificano ulteriormente quando queste correnti, salendo di latitudine verso l’India centro-settentrionale, interagiscono con i primi rilievi himalayani, nel loro moto verso nord-est. Questo è il motivo per cui il settore immediatamente a nord del golfo del Bengala è noto per avere le più intense precipitazioni del mondo durante la stagione monsonica estiva. Per questo motivo Cherrapunji, villaggio indiano sulle prime pendici dell’Himalaya, è una tra le località più piovose al mondo, detenendo una media pluviometrica annua di ben 11.777 mm. Inoltre la circolazione depressionaria a bassa quota sull’entroterra indiano fornisce le condizioni favorevoli allo sviluppo di una profonda attività convettiva e delle depressioni tropicali, che propagandosi verso ovest tendono a intensificarsi ulteriormente. Sui territori asiatici meridionali, il forte riscaldamento dai bassi strati, insieme all’aumento della convergenza sugli oceani circostanti, determina un ambiente favorevole allo sviluppo di convezione organizzata.

Questo è importante per il continuo mantenimento del “monsone di SO“. Un’altra causa delle intense precipitazioni prodotte dal flusso monsonico è ascrivibile anche al passaggio delle cosiddette “depressioni monsoniche”. Le “depressioni tropicali monsoniche” sono analoghe alle comuni depressioni tropicali classiche, con l’unica differenza di presentare una struttura molto più grande, di dimensioni più similari ad una depressione extratropicali. Come le depressioni tropicali comuni le “depressioni monsoniche” si contraddistinguono da una accesa attività convettiva che ruota attorno ad un minimo barico al suolo ben definito che produce una intensa ventilazione ciclonica, con correnti che possono superare la soglia dei 60-70 km/h. Una volta originate, avvicinandosi alla terra ferma, essendo alimentata da enormi quantitativi di vapore acqueo tropicale risucchiato dal Golfo del Bengala o dall’oceano Indiano sub-equatoriale, esse possono generare piogge molto forti ed eventi alluvionali. Tipicamente, 6-7 “depressioni monsoniche” si formano ogni estate sul Golfo del Bengala e proseguono verso l’India e alle volte in direzione del Pakistan meridionale, dove riescono a scaricare forti precipitazioni, spesso di carattere torrenziale.

Nei prossimi giorni il monsone andrà ulteriormente ad intensificarsi, soprattutto sulle coste dell’India occidentale, dal Kelara allo stato del Maharashtra, vista l’interazione fra gli umidi “getti somali” e i rilievi del Ghati occidentale che ergeranno una barriera naturale al flusso da O-SO e SO, addensando nubi molto compatte che daranno luogo a persistenti piogge. In più il “gradiente barico” fra l’oceano Indiano sub-equatoriale e il nord degli stati indiani, dove è collocata la bassa pressione termica nei bassi strati, con valori barici sotto i 994 hpa, favorirà un progressivo rinforzo degli intensi venti da SO e O-SO che in questi giorni sferzeranno le coste somale e il mar Arabico occidentale, con punte sopra i 50-60 km/h, rendendo il mare molto agitato, con onde alte più di 2-3 metri. Nei prossimi giorni queste onde raggiungeranno anche le coste indiane occidentali, determinando delle risacche fino ai litorali di Mumbai.

LaPresse/Reuters

Già dai prossimi giorni lungo le coste somale e sul mar Arabico il flusso dell’umido “Monsone di SO” si rinforzerà notevolmente per l’inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra le coste del Corno d’Africa e l’entroterra indiano, dove sorge la profonda depressione termica al suolo (minimo sui 990 hpa) che aspira le umide correnti monsoniche sopra l’entroterra indiano. I sostenuti venti da SO e O-SO potranno divenire intensi nel tratto di mare a largo della Somalia settentrionale, sferzando con forza l’isola yemenita di Socotra, dove si potranno registrare raffiche di vento superiori agli 80-90 km/h.

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