Grande paura oggi pomeriggio in Calabria per due scosse di terremoto che hanno colpito l’area settentrionale della Regione, sul versante occidentale. La prima scossa s’è verificata alle 16:57 in mare aperto, nel Mar Tirreno, nei pressi del famigerato vulcano sommerso Marsili, al largo di Paola (Cosenza): la scossa è stata di magnitudo 3.4 e si è verificata ad appena 7.1km di profondità, e non è stata avvertita dalla popolazione per la distanza dell’epicentro rispetto alla linea di costa.
“Al momento non risultano danni. Sto uscendo per recarmi nel centro storico della città per capire se ci sono problemi. Ero al Comune quando c’è stata la scossa, molta gente si è precipitata per strada. C’è un po’ di panico, perché il sisma è stato forte ed è stato registrato a 10 chilometri di profondità con epicentro qui vicino, dove si trova una delle colline di Cosenza, zona Zumpano e Rende“. Lo dichiara all’AdnKronos il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto.
La scala Mercalli (ancora molto utilizzata in ambito scientifico, a differenza di quanto molti erroneamente ritengono) non misura l’intensità del terremoto, ma i suoi effetti sul territorio, quindi lo stesso sisma di data magnitudo ha un differente grado Mercalli in base alle zone più o meno vicine all’epicentro e agli effetti del sisma sui territori. Non è una misurazione alternativa a quella della scala Richter (che misura l’intensità del sisma), ma complementare e altrettanto importante. Il 6° grado della scala Mercalli, misurato per quest’episodio a Rende e Cosenza, significa che la scossa è classificata come “forte“, cioè ha provocato “Qualche leggera lesione negli edifici e finestre in frantumi“.
Salvatore Stramondo, direttore della serzione Osservatorio nazionale terremoti, ha spiegato che la zona interessata dal terremoto, quella del cosentino e in particolare della Valle del Crati, “e’ ad alta pericolosita’ sismica, e in passato ci sono stati eventi importanti“. Ad esempio nel 1874 nell’area di Cosenza c’e’ stato un terremoto di magnitudo superiore a 6, cosi’ come, ben molto prima, nel 1184, ve ne fu uno nella Valle del Crati con una magnitudo stimata di 6.8. “In tempi piu’ recenti invece ne e’ stato registrato uno a Cosenza di magnitudo 4.6 – conclude Stramondo – In generale va ricordato che la Calabria e’ la regione a piu’ alto rischio sismico d’Italia“.
“A seguito del #terremoto che si e’ verificato in Calabria, epicentro a Rende (COSENZA), come @MiurSocial abbiamo gia’ attivato la Direzione competente e siamo al lavoro per verificare eventuali danni sugli edifici scolastici“. Lo scrive, su twitter, la Vice Ministra dell’Istruzione Anna Ascani.
“L’evento registrato e’ in linea con la sismicita’ dell’area. Vista la magnitudo di questo terremoto c’e’ da aspettarsi ulteriori eventi di intensita’ minore nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Scosse di assestamento sono il naturale decorso di eventi di questo tipo“. Lo afferma, in un comunicato, il professore Mario La Rocca, responsabile del Laboratorio di sismologia dell’Universita’ della Calabria.
“La scossa è stata fortissima, la gente si è riversata in strada allarmata, non si verificava un terremoto di questo genere dagli anni ’80. Speriamo sia stato un evento isolato”. A dirlo, raggiunto telefonicamente dall’AdnKronos, è Giovanni Greco, sindaco di Castrolibero, epicentro del terremoto di magnitudo 4.4 registrato alle 17.02 in provincia di Cosenza. “Sto andando in prefettura a Cosenza, dove è stata convocata l’Unità di crisi – spiega il Primo cittadino -, stiamo predisponendo un’ordinanza di chiusura delle scuole per due giorni allo scopo di potere effettuare, dopo la prima ricognizione visiva, una ricognizione più puntuale dal punto di vista statico, insieme ai tecnici e agli ingegneri, così da garantire la sicurezza degli edifici. Per fortuna non c’è stato nessun danno, sta rientrando tutto nella normalità, anche se resta un po’ di timore“.
Alle 17:25 s’è verificata una terza scossa, di magnitudo 2.8 a 10.2km di profondità, sempre al largo del Tirreno, vicino al vulcano Marsili.