Montagna o luna park? La superficialità degli escursionisti e il boom di incidenti

Un esempio di questo problema è l’incidente di un escursionista milanese, che il 24 luglio 2024 si è perso nelle Gole del Sagittario in Abruzzo
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Negli ultimi anni, gli appelli del Soccorso Alpino per una maggiore consapevolezza nella frequentazione della montagna si sono moltiplicati, ma il numero di incidenti escursionistici causati da comportamenti superficiali continua ad aumentare, non solo sulle Alpi italiane. La crescente trasformazione delle località montane in parchi giochi – con panchine giganti, ponti tibetani e altre infrastrutture turistiche – rischia di inviare un messaggio contrario alla sicurezza e alla responsabilità.

Incidenze in aumento

Dai dati del 2023, il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) ha effettuato 5.257 interventi per incidenti escursionistici su un totale di 12.349 missioni di soccorso, un incremento rispetto ai 5.083 interventi del 2022 su 10.347 missioni. Questo trend preoccupante non si limita alle Alpi italiane, ma si riscontra anche in Svizzera, dove, nonostante una cultura della montagna più sviluppata, gli incidenti continuano a crescere.

Mara Zenhäusern, portavoce dell’UPI (Ufficio Prevenzione Infortuni) in Svizzera, ha dichiarato a “Rsi.ch”: “Pensiamo che molte persone non siano consapevoli dei pericoli e non siano attrezzate a dovere e assumano troppi rischi“. Anche Bruno Maerten, responsabile di BernaSentieri, ha avvertito: “La montagna può essere pericolosa, non è un parco giochi!“. Questi avvertimenti sono particolarmente rilevanti in un contesto in cui molti escursionisti affrontano la montagna con un approccio ludico e superficiale.

Attività ricreative e consapevolezza

La crescita degli incidenti potrebbe non essere del tutto “accidentale“. Infatti, molte località montane, invece di educare i visitatori ai rischi e alle peculiarità dell’ambiente montano, hanno trasformato le montagne in attrazioni turistiche con infrastrutture come panchine giganti e ponti sospesi. Questi elementi, sebbene divertenti, possono dare un’impressione fuorviante della montagna, facendola sembrare un luogo di intrattenimento piuttosto che uno spazio che richiede attenzione e preparazione.

Il rischio è che queste strutture contribuiscano a una cultura della superficialità e del rischio, facendo credere ai visitatori meno preparati che la montagna sia simile a un parco giochi, dove le norme di sicurezza sono garantite. Questo tipo di comunicazione è preoccupante perché riduce la consapevolezza dei veri pericoli e delle sfide che la montagna presenta.

Un esempio di questo problema è l’incidente di un escursionista milanese, che il 24 luglio 2024 si è perso nelle Gole del Sagittario in Abruzzo. Dopo aver perso l’orientamento, l’escursionista ha richiesto aiuto, facendo intervenire un elicottero del 118 e le squadre di soccorso. Sebbene l’intervento sia stato efficace, solleva interrogativi sulla necessità di utilizzare risorse di emergenza per incidenti che potrebbero essere evitati con una maggiore preparazione e consapevolezza.

Luigi Liberatore, commentando l’accaduto, ha sottolineato che “il problema non sta nella organizzazione del sistema di pronto intervento, ma nel fatto che debba muoversi per il capriccio di qualche ‘screanzato’“. Questo incidente evidenzia l’importanza di responsabilizzare i visitatori e di garantire che le risorse di soccorso non siano utilizzate per imprudenze che potrebbero essere evitate con una corretta preparazione.

Affrontare la montagna con consapevolezza

La preparazione per un’escursione in montagna non dovrebbe mai essere sottovalutata. Troppo spesso, le persone si avventurano in ambienti montani senza una preparazione adeguata, trattando i sentieri e le montagne come se fossero semplici passeggiate in un parco cittadino. Questa mancanza di preparazione non solo mette in pericolo i singoli escursionisti, ma può anche compromettere le risorse pubbliche destinate ai soccorsi.

La montagna è un ambiente dinamico e imprevedibile: le condizioni climatiche possono cambiare radicalmente in pochi minuti, e anche i sentieri più apparentemente sicuri possono presentare ostacoli imprevisti. Pertanto, è cruciale possedere non solo un equipaggiamento adeguato, ma anche una solida comprensione delle condizioni meteorologiche, delle tecniche di orientamento e dei propri limiti fisici e mentali. La preparazione deve includere una pianificazione dettagliata del percorso, una valutazione accurata del meteo e una preparazione fisica specifica.

La carenza di preparazione e la superficialità possono condurre a situazioni pericolose che potrebbero essere evitate con un minimo di attenzione e rispetto per l’ambiente montano. Quando un escursionista inesperto si perde o si trova in difficoltà, le conseguenze non riguardano solo la propria sicurezza, ma anche il peso economico e logistico del soccorso. I soccorsi in montagna spesso richiedono l’uso di risorse costose e complesse, come elicotteri e squadre di soccorso specializzate, le cui risorse potrebbero essere meglio impiegate in situazioni di emergenza sanitaria reale o in altre necessità urgenti.

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