Oggi finiscono i Giorni della Merla: quand’è la Candelora e cosa significa

Dopo i Giorni della Merla l'attenzione si sposta immediatamente sulla Candelora, un ponte tra inverno e primavera
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Mentre gennaio volge al termine, la natura e la tradizione ci ricordano che l’inverno sta per cedere il passo alla primavera. Uno dei momenti simbolici di questo periodo sono i “Giorni della Merla“, considerati dalla tradizione popolare i più freddi dell’anno. Secondo il folklore, questi 3 giorni – il 29, 30 e 31 gennaio – segnano il culmine del gelo invernale e anticipano un cambio di stagione. Tuttavia, le condizioni meteorologiche reali variano di anno in anno, influenzate dalla geografia e dai fenomeni atmosferici.

Cosa accade dopo i Giorni della Merla? L’attenzione si sposta immediatamente sulla Candelora, il 2 febbraio, una festa che unisce riti religiosi e credenze popolari e che viene utilizzata come indicatore del proseguimento dell’inverno.

La Candelora: significato e origini

La Candelora coincide con la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, celebrata 40 giorni dopo il Natale. Conosciuta anche come la Purificazione di Maria, questa ricorrenza ha radici antichissime e segna la benedizione dei ceri e delle candele nelle chiese, simbolo di luce e rinnovamento. Il rito della benedizione delle candele fu introdotto a Roma nel VII secolo da papa Sergio I, ma la festa trova origini più lontane, risalendo addirittura alle celebrazioni dell’imperatore Giustiniano nel VI secolo.

Al di là dell’aspetto religioso, la Candelora ha sempre avuto un forte valore meteorologico e stagionale, inserendosi nel calendario come una sorta di spartiacque tra il cuore dell’inverno e l’attesa della primavera. In molte culture contadine, il 2 febbraio era il giorno in cui si cercava di prevedere il meteo delle settimane successive.

I proverbi

La saggezza popolare ha tramandato numerosi proverbi che cercano di interpretare il tempo meteorologico della Candelora per predire l’andamento dell’inverno:

  • Per la santa Candelora se nevica o se plora, dell’inverno siamo fora” indica che, in caso di pioggia o neve il 2 febbraio, il freddo è destinato a finire presto.
  • Candelora piova e Bora, dell’inverno siamo fora; Candelora sol e vento, dell’inverno siamo dentro” è una versione triestina che ribadisce lo stesso concetto: tempo brutto segna la fine dell’inverno, mentre un cielo sereno prelude ancora a settimane di freddo.
  • Se purificatio nivibus, Pasqua floribus; si purificatio floribus, Pasqua nivibus” (Se la Candelora è nevosa, la Pasqua sarà fiorita; se la Candelora è fiorita, la Pasqua sarà nevosa) mette in relazione il 2 febbraio con la festività pasquale, ipotizzando un inverno lungo in caso di tempo troppo mite.

Le diverse regioni italiane hanno sviluppato varianti locali di questi detti, con un comune denominatore: la Candelora è un momento di transizione in cui si cerca di comprendere se il freddo persisterà o se la primavera è alle porte.

Candelora, un ponte tra inverno e primavera

L’importanza della Candelora nel calendario tradizionale risiede nella sua collocazione strategica: a metà strada tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera.

Nell’antica Roma, il mese di febbraio era visto come un periodo di transizione, un momento di purificazione e preparazione alla nuova stagione. La Candelora eredita questo significato di passaggio, unendo elementi di tradizioni pagane con riti cristiani. La celebrazione della luce e il simbolismo del fuoco rappresentano il superamento dell’oscurità invernale e l’inizio di un periodo più fertile e luminoso.

Se la tradizione ha sempre cercato di affidarsi ai segnali della natura per predire il futuro meteorologico, oggi la scienza ci offre strumenti più precisi. Tuttavia, il fascino dei detti popolari e delle antiche credenze resta intatto, ricordandoci che l’uomo ha sempre cercato di interpretare il tempo per orientarsi nel ciclo delle stagioni. In attesa di scoprire se l’inverno continuerà o se la primavera si affaccerà in anticipo, la Candelora rimane una festa simbolica, un ponte tra il freddo e il risveglio della natura.

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