Gli Altopiani abruzzesi, tra cui l’Altopiano delle Cinque Miglia e l’Altopiano delle Rocche, sono noti per registrare temperature estremamente rigide durante l’inverno, specialmente nelle notti serene. Questo fenomeno, che spesso porta a valori paragonabili a quelli delle regioni siberiane, è il risultato di una combinazione di fattori atmosferici, geografici e climatici. Uno degli elementi chiave che determinano queste condizioni è il fenomeno dell’inversione termica. Durante le notti invernali caratterizzate da cielo limpido e assenza di vento, l’aria fredda, più pesante, tende a ristagnare nelle conche montane, impedendo la dispersione del freddo accumulato. La particolare conformazione degli Altopiani abruzzesi, situati oltre i 1.200 metri di altitudine e circondati da rilievi, favorisce ulteriormente l’accumulo di masse d’aria gelida, rendendo le temperature notturne particolarmente basse.
Un altro aspetto che contribuisce al drastico calo termico è la scarsa presenza di vegetazione in molte di queste aree. L’assenza di alberi e fitte coperture vegetali riduce la capacità del suolo di trattenere il calore accumulato durante il giorno, facilitando una rapida dispersione dell’energia termica nelle ore notturne. Questo effetto è amplificato durante i periodi di alta pressione, tipici della stagione invernale, che garantiscono condizioni meteorologiche stabili, un cielo privo di nuvole e un’intensa perdita di calore per irraggiamento.
Le temperature registrate in queste zone possono raggiungere valori estremamente bassi. L’Altopiano delle Cinque Miglia, noto come la “Siberia del Mediterraneo”, può toccare punte di -30°C. A Rocca di Mezzo, considerato il borgo più freddo d’Italia, si è registrato un record di -45°C nell’inverno del 1985, una delle temperature più basse mai misurate nel Paese.
Nella notte appena trascorsa, i valori minimi confermano ancora una volta la rigidità del clima di queste località. A Roccaraso Aremogna la colonnina di mercurio è scesa fino a -18,5°C, mentre a Castel del Monte, in località Pietrattina, si sono registrati -17,9°C. Anche Pescocostanzo, nell’area di Quarto di Santa Chiara, ha toccato -14,7°C, mentre sull’Altopiano delle Cinque Miglia il termometro ha segnato -12,6°C. Valori simili si sono registrati sull’Altopiano delle Rocche con -11,7°C e a Pescasseroli, in località Vallechiara, con -11,1°C.
Queste condizioni estreme rendono gli Altopiani abruzzesi un vero e proprio laboratorio naturale per gli appassionati di meteorologia e confermano l’unicità del microclima di questa regione, che continua a stupire per la sua capacità di raggiungere temperature paragonabili a quelle delle aree più fredde del pianeta.
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